I limiti dell'alimentazione moderna
L'alimentazione moderna non è finalizzata alla salute dell'essere umano, ma è piuttosto il risultato di un insieme di fattori storici, commerciali e sociali che si sono creati dalla rivoluzione industriale in poi, ed in particolare nella seconda metà del secolo scorso.
La vita nelle grandi città, la produzione industriale del cibo, gli allevamenti intensivi, l'importazione di cibi da climi diversi, l'introduzione di una gran quantità di prodotti chimici per la coltivazione e la conservazione degli alimenti, la refrigerazione, le mode, la pubblicità, hanno stravolto le consuetudini alimentari che si erano stabilite lungo migliaia di anni, e che avevano il loro fondamento nelle esigenze reali del nostro organismo.
Pensare che tutto ciò non comporti serie conseguenze per la salute è una vana illusione.
L'essere umano si è evoluto su questo pianeta lungo alcuni milioni di anni, consumando sempre un cibo assolutamente naturale, in armonia con il luogo in cui viveva e con l'alternarsi delle stagioni; il suo organismo si è perciò adattato, molto lentamente, ad assimilare ed utilizzare quel cibo per i suoi bisogni, ed in certe proporzioni. Fino a diecimila anni fa (quando ebbero inizio l'agricoltura e la pastorizia) non ha mai mangiato latticini, cibi raffinati, zucchero, tanto meno prodotti chimici, e lo stesso consumo di carne è stato sempre molto modesto (le ricerche antropologiche sui popoli cacciatori/raccoglitori indicano come base dell'alimentazione i semi, le radici, le verdure selvatiche, la frutta spontanea ed una quantità di cibo animale non superiore al 20% della dieta).
Con ciò non si vuole certo dire che dobbiamo alimentarci oggi come facevano i nostri antenati di milioni di anni fa, ma solo che esiste una continuità biologica legata all'evoluzione ed alla nostra storia passata, che non può essere trascurata, pena gravi ripercussioni sulla nostra salute.
Dunque ringraziamo la nostra società moderna per aver risolto i problemi legati alla fame ed alla mancanza di igiene, che rappresentavano una forte causa di sofferenza in epoche non lontane da noi, ma non lasciamoci condurre senza obiezioni nella direzione verso la quale ci vogliono spingere meri interessi commerciali, che nulla hanno a che vedere con la nostra salute.
L'alimentazione macrobiotica è l'adattamento, in termini adeguati al mondo moderno, dello stile di alimentazione che è stato comune ai popoli di tutto il nostro pianeta per migliaia di anni. Si riallaccia in gran parte ad ingredienti e piatti tradizionali delle nostre popolazioni, anche se ci sono alcune modifiche dovute a nuove scoperte e scambi di informazioni tra le diverse civiltà.
Ci si può imbattere a volte in nomi nuovi, come miso, shoyu, ed altri che vi sembreranno estranei. Inevitabilmente vi verrà da chiedervi: ma perché dovrei mangiare come un giapponese?
La vostra comprensibile diffidenza è analoga a quella del cittadino della Roma antica, quando i commercianti del tempo portarono in patria dal medio Oriente il primo pane che si vedesse in Italia (in precedenza, infatti, il pane era sconosciuto nel nostro paese): ma perché dovrei mangiare questo “pane”? Chi me lo fa fare di mangiare come un egiziano?
Ora questa esitazione ci sembra assurda, ma senz'altro c'è stata e sembrava ben motivata, a quel tempo.
E il vino? E le pesche, le pere, le mele, e l'olio di oliva? E la maggior parte delle verdure e legumi? Tutte venute dall'estero, attraverso immigrazioni o commerci con i Greci, i Fenici, i Persiani e gli altri popoli dell'Asia Minore e del Nord Africa. Se i nostri antenati fossero stati così diffidenti, ora mangeremmo solo miglio, farro, cavoli, carote, frutta e verdura selvatica, che erano gli alimenti disponibili a quel tempo.
Ciò che veramente conta è consumare un cibo in equilibrio con le esigenze e le capacità del nostro organismo, nel rispetto del clima e della stagione nella quale viviamo.
La Macrobiotica consiglia di utilizzare prevalentemente cibo locale, ed in misura minore proveniente da lontano. Anche in questo caso, solo se proviene da un clima simile al nostro, e se il suo uso è stato provato utile da abitudini tradizionali di altri popoli. È questo il caso degli alimenti orientali: essi rappresentano una minima quantità del cibo quotidiano (sono per lo più condimenti), provengono da fasce climatiche simili alla nostra, e possiedono una tradizione antica di secoli e talvolta millenni.
Inoltre, sono stati elaborati da culture nelle quali il consumo di cibo animale era molto ridotto, ed aiutano l'organismo ad utilizzare in modo più efficiente le proteine vegetali: ciò è di grande aiuto per chiunque desideri ridurre o eliminare il cibo animale dalla sua dieta.
L'alimentazione macrobiotica è flessibile e molto ampia e si adatta così alle necessità di ognuno. Fondamentalmente non esclude alcun cibo, purché naturale, preferibilmente integrale, di stagione ed adatto al nostro clima.
Generalmente, nel nostro clima, essa si compone di cereali integrali (talvolta semintegrali), alimenti proteici prevalentemente vegetali (legumi e derivati), piccole quantità di cibo animale (pesce e molluschi), verdure cotte e crude, semi oleaginosi e noci, frutta di stagione, alghe marine ed alimenti fermentati che rinforzano la flora batterica intestinale.
Carne, latticini, cibi sintetici o raffinati e zucchero sono di solito evitati. La carne, e talvolta piccole quantità di latticini, possono essere consumati solamente in climi ben più freddi del nostro, come quello dell'estremo Nord dell'Europa: in tal caso non creano problemi, e possono far parte – sia pure in quantità misurata – di una alimentazione equilibrata, cioè macrobiotica, adatta al luogo. Da questo fatto si vede quanto l'alimentazione macrobiotica non sia uno schema rigido, ma debba flessibilmente adattarsi a tutte le necessità dell'essere umano.
Nel nostro clima tuttavia, il cibo animale dovrebbe rappresentare una percentuale molto ridotta del cibo quotidiano. Benché a prima vista si possa avere l'impressione che in questo modo rimangano ben pochi alimenti tra i quali scegliere, in realtà si può godere di un'alimentazione molto varia e soddisfacente, purché si approfondisca l'arte della cucina in modo adeguato.
Carlo Guglielmo