L'Associazione
delle Arti per la Salute riunisce al suo interno
Associazioni Nazionali di varie discipline quali:
Yoga, Shiatsu, Craniosacrale, Riflessologia
plantare, Bioterapia, Naturopatia, Kinesiologia,
Tai Chi Chuan e Floriterapia che si distinguono
dalle "medicine alternative o complementari"
e si definiscono "Arti per la Salute",
proprio in quanto si pongono, operativamente,
nel generale campo della salute e del benessere
e fuori dal campo strettamente medico.
Riteniamo che per un corretto approccio a questo
settore si debba partire da due dati di fatto:
il primo è la grande diffusione ed il
largo apprezzamento di cui godono queste discipline
nella nostra società; il secondo, che
va ad aggiungersi a questo, è la non
nocività di queste tecniche, in quanto
basate su metodi non invasivi, assolutamente
naturali e privi di controindicazioni.
Il contatto, la pressione della mano o del pollice,
la respirazione, la posizione del corpo, i consigli
sullo stile di vita, sono questi, sostanzialmente,
i mezzi utilizzati. Di fronte a queste considerazioni,
la questione della validità scientifica
delle singole tecniche è solo un falso
problema e spesso fonte di equivoci.
La questione della validità scientifica
ha rilevanza infatti solo per uso strettamente
terapeutico di queste arti e diventa fondamentale
solo quando si vogliono proporre queste tecniche
come alternative alla medicina occidentale.
Ma queste sono due ipotesi assolutamente marginali
e su queste due ipotesi le Associazioni della
I.A.S. hanno preso e prendono una chiarissima
posizione che esclude ogni possibile alternativa
e limita l'uso terapeutico solo in casi di diretta
richiesta del medico e sotto la sua responsabilità
e sorveglianza.
Al di fuori di queste ipotesi estreme si svolge
invece quasi tutta l'attività degli operatori
delle arti per la salute che ricevono soprattutto
una richiesta di "benessere" in senso
lato, di prevenzione e di cura della persona
nella sua globalità.
Per queste tecniche, quindi, il problema della
tutela del cittadino/consumatore si deve porre
in termini diversi. In luogo della discussione,
spesso assolutamente sterile, sul riconoscimento
scientifico dell'efficienza di queste tecniche,
si deve, invece, garantire l'utenza sotto un
duplice aspetto:
1. Sulla non dannosità delle varie tecniche;
quindi la loro corretta esecuzione, problema
legato all'esistenza di iter formativi che garantiscono
operatori qualificati.
2. Sulla corretta presentazione al pubblico
dell'ambito operativo delle Arti per la Salute
e dei profili professionali degli operatori.
Aspetti, questi, che riguardano la deontologia
professionale.
L'interassociazione si è attivata e si
attiva per garantire la reale preparazione (iter
formativi) dei vari operatori, per aumentare
la trasparenza e la chiarezza dell'ambito operativo
delle varie discipline e perché l'utenza
riceva messaggi chiari circa l'area di competenza
della figura professionale alla quale si sta
rivolgendo.
Compito non facile che deve vincere molte resistenze
sia all'interno, che all'esterno e che spesso
deve combattere con una non corretta informazione.